L'intervento all'interno della Cella N.25 ha previsto 2 fasi di lavoro:
- Prima fase: Costruzione del nuovo manufatto
- Seconda fase: Restauro della struttura e delle parti affrescate
Costruzione del nuovo manufatto
La nuova struttura si è sviluppata interamente nel sottosuolo, sotto l'attuale quota pavimento.
Sono stati demoliti i loculi esistenti, eseguiti in muratura e di dimensioni non compatibili con le
attuali esigenze; particolare attenzione è stata posta durante tale fase di scavo e demolizione,
per non danneggiare le lapidi storiche in cotto poste sulle pareti laterali della cella, e per non
danneggiare eventuali rinvenimenti di strutture sotterrane appartenenti alla conformazione della cella.
Il nuovo manufatto ha previsto la costruzione di n.14 biloculi verticali di dimensioni nette 220x75 cm. e di
altezza 60 cm. realizzati in c.a. secondo la normativa vigente in materia, i loculi sono disposti in due
blocchi posti frontalmente con un vestibolo di accesso di larghezza netta 210 cm. accessibili attraverso due botole
presenti sulla pavimentazione della cella ricoperte da piastre in c.a. e marmo asportabili.
La nuova pavimentazione è in marmo "Rosso di Verona" disposto in diagonale e alternato con piastrelle e
fascie in marmo "Verdello" come risulta dai disegni allegati.
Restauro della struttura e delle parti affrescate
Per l'intervento di recupero storico-artistico della cella si è proceduto come segue:
- Indagine stratigrafica per la determinazione degli strati sovrapposti di intonaci e tinteggi
fino al vivo della muratura o a decorazioni pittoriche effettuando campioni di cm. 15x15 su
reticoli di 1.00x1.00 di lato, rimuovendo strato per strato ogni unità di stesura sia di malta che di
tinteggiatura, con procedimento manuale meccanico (bisturi, martellini ecc..) e/o chimico (con impacchi di polpa
di cellulosa impregnata con soluzioni di bicarbonato di ammonio in acqua deionizzata), insistendo e ampliando
maggiormente la superficie scoperta in zone con eventuale significativa presenza di pellicola pittorica.
- Controllo di tutta la superficie per individuare eventuali fessurazioni, sollevamenti, sbollature ed altri
fenomeni di degrado e di distacco degli strati di intonaco; applicazione di bendaggio di protezione su parti
in pericolo di caduta al fine di sostenere l'intonaco, con velatino di garza e resina acrilica in soluzione;
ristabilimento della coesione degli strati preparatori d'intonaco, supportanti la pellicola pittorica, nelle
zone decoese e/o disgregate mediante iniezioni con siringhe, di peculiari prodotti riempitivi, consolidanti;
eventuale applicazione di barrette d'ancoraggio.
- Stuccatura a livello delle piccole lacune e, in leggero sottoquadro, delle crepe più evidenti o delle grandi
lacune dell'intonaco, con malta a base di grassello.
- Rifacimento di intonaco mancante di tipo traspirante a Calceforte, applicato su muratura opportunamente
predisposta, pulita e bagnata, eseguito a regola d'arte su rinzaffo di supporto consolidante antisale e con finitura
rasante di calce in polvere, per uno spessore complessivo non inferiore a 2 cm.
- Reintegrazione pittorica con ricostruzione a tono e/o con velature all'acquarello, di punti particolarmente
significativi del dipinto; protezione superficiale mediante applicazione a spruzzo di resina acrilica in soluzione a
bassa percentuale.
- Per gli elementi in cotto è stata effettuata la pulitura con impacco chimico AB57, la stuccatura delle fessure
e trattamento finale.
- Per i cancelli in ferro d'ingresso della cella è stata effettuata la pulitura, il restauro e la successiva
verniciatura.
- Pulizia e stuccatura delle tavelle e trattamento antitarlo della struttura portante lignea.