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Restauro del tempio di S. Cristoforo alla Certosa


La chiesa monumentale di S. Cristoforo alla Certosa è situata nella città storica, all'interno dell'area cimiteriale della Certosa.
Il complesso monastico certosino risale intorno alla metà del XV secolo, ma il Tempio, nelle forme attuali, fu costruito a partire dal 1498 dal grande architetto della corte estense Biagio Rossetti, che in quel momento era impegnato nella realizzazione della famosa Addizione Erculea, dove l'edificio di culto in questione occupa dal punto di vista urbanistico una posizione importante.
La chiesa di San Cristoforo, a croce latina ma con una sola navata e sei cappelle laterali, è una delle opere più originali nell'ambito del Rinascimento ferrarese, sia per l'assetto architettonico complessivo, che per l'impostazione planimetrica, dove la lunghezza della navata è esattamente uguale alla profondità del transetto sommata a quella dell'abside. La facciata della chiesa, rimasta incompiuta, fu adornata nel 1769 con un monumentale portale marmoreo.
Danneggiato dal terremoto nel 1570, il Tempio venne restaurato e riconsacrato appena due anni dopo.
In seguito alle soppressioni napoleoniche (1801) la comunità monastica fu disciolta, il convento ridotto a caserma, la chiesa abbandonata.
Il Comune di Ferrara, divenuto proprietario nel 1812, trasformò gran parte del monastero in cimitero pubblico; il Tempio di San Cristoforo venne riaperto al pubblico l'anno successivo come cappella cimiteriale.
Nel 1944 i bombardamenti aerei colpirono il complesso religioso danneggiando gravemente l'abside, il coro, il lato destro della chiesa ed il campanile, quest ultimo ricostruito tra il 1956 ed il 1961; i successivi restauri, eseguiti in più tempi nel corso degli anni '70 ed '80 dello scorso secolo, hanno interessato parzialmente l'edificio di culto senza conseguire il recupero definitivo dello stesso.
I dipinti e le opere d'arte che costituivano l'assetto originario della chiesa durante il periodo certosino e quelli che si erano aggiunti durante l'800, nel 1980 sono stati allontanati dal Tempio e depositati in attesa della definitiva ricollocazione nel prestigioso edificio di culto.
Già in precedenza erano stati ritirati dalla chiesa quaranta dipinti su iniziativa della Soprintendenza ai Beni Storico Artistici e depositati nella Pinacoteca di Palazzo Diamanti, dove sono stati restaurati e dove tutt'ora si trovano.
Il coro ligneo intarsiato della fine del XV secolo, gravemente danneggiato dal bombardamento bellico, è stato parzialmente restaurato a cura dei Musei Civici di Arte Antica, attualmente esposto nel Museo Schifanoia; la parte restante del coro è rimasta in attesa di restauro e di ricollocazione, così come gli armadi lignei della sacrestia settecentesca.
La quadreria di S. Cristoforo assomma a più di cento dipinti. Entro il nucleo si annoverano opere di grande qualità del Bastianino, del Bononi, del Roselli, del Bastarolo, ecc.
I quadri nella loro collocazione originaria erano sistemati entro ancone lignee dorate e dipinte. Queste sono attualmente presso i Musei Civici di Arte Antica e costituiscono un nucleo ingente di materiali che abbisognano tutti di restauro.
Si annoverano inoltre lampadari, candelabri, lampade, mensole, sculture devozionali, reliquiari, oggetti vari, parte dei quali mantenuti nella chiesa a servizio dello svolgimento delle funzioni di culto.

L'intervento promosso negli ultimi anni dall'Amministrazione comunale si propone la finalità, di altissimo valore culturale, di restituire il Tempio di San Cristoforo alla Certosa completamente restaurato e con esso i dipinti le opere d'arte che nei secoli passati impreziosivano la chiesa rinascimentale che, tuttavia, rimarrà legato anche alle attuali funzioni di culto.
Il progetto è stato elaborato dai professionisti Arch. Andrea Malacarne, Arch. Carlo Bassi, Arch. Massimo Dalla Torre, Arch. Rita Fabbri, Ing. Giuliano Mezzadri, Ing. Giovanni Paolazzi, ma seguito e coordinato dal Servizio Beni Monumentali - Ufficio Restauri - del Comune di Ferrara.
È previsto il restauro dell'apparato architettonico decorativo della chiesa, le finiture delle superfici interne, il ripristino degli elementi architettonici fissi degli altari nelle cappelle e nel transetto, la ricostruzione dell'altare maggiore, il trattamento dei paramenti esterni ed in particolare della facciata, il rimaneggiamento del manto di copertura, ed il recupero di una serie di spazi collegati e/o limitrofi al tempio in cui vengono collocati i servizi necessari al buon funzionamento dello stesso.
Per quanto riguarda gli impianti è previsto la realizzazione di un impianto di riscaldamento a serpentina posato sotto il pavimento, a bassa temperatura, nella navata centrale e nel presbiterio, per mantenere nella chiesa un livello costante di benessere per visitatori e fedeli senza provocare escursioni termiche tali da recare danno nel tempo alle opere d'arte e di un impianto di riscaldamento tradizionale nella sacrestia, nella cappella invernale, e negli altri locali di servizio, di un impianto di illuminazione adeguato alle esigenze del culto e alla valorizzazione dell'apparato decorativo e delle opere d'arte che saranno in essa ricollocate, di un impianto di rivelazione fumi, di un impianto antincendio, di un impianto antintrusione e di protezione delle opere, di un impianto di protezione scariche atmosferiche.
Il costo complessivo somma ad euro 1.513.219,00 di cui euro 1.139.000,00 per lavori.
L'intervento è incluso nell'Accordo Programma Quadro Stato - Regione Emilia Romagna 2001/2003 in materia di Beni Culturali per un contributo pari al 50% della spesa prevista (di cui è già stata concessa quota di contributo regionale di euro 378.56,91).
Il progetto è stato finanziato ed appaltato; i lavori, della durata prevista di 500 giorni, sono stati consegnati all'A.t.i. con capogruppo CMR Cooperativa Muratori Riuniti S.c.a.r.l. di Filo di Argenta (FE) il 07.01.04. La direzione lavori è stata affidata all'Arch. Andrea Malacarne.
Parallelamente all'intervento architettonico è allo studio il progetto per il restauro e la ricollocazione delle opere pittoriche e degli arredi, coordinato dal Settore Attività Culturali ed in particolare dell'Unità operativa Musei Civici d'Arte Antica del Comune di Ferrara in accordo con la Soprintendenza per il Patrimonio Storico Artistico e Demoetnoantropologico di Bologna. Questo importantissimo e delicato progetto sarà realizzato grazie al contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Ferrara.